Articolo tratto da "NEGRI NEWS 123", il mensile
dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri www.marionegri.it
(Anno XXXIII, N.3 - Settembre 2001)
NEGRI NEWS 123, Settembre 2001, pag.3
INFORMATICA E DISABILITA'
Progetto M.A.I.A.:
il presente e il futuro
Politecnico chiama Mario Negri: nato nel 1995 da una tesi di laurea e successivamente sviluppato nei laboratori dell'Istituto, MAIA consente l'accesso al computer da parte di portatori di handicap con difficoltà di movimento e comunicazione. Adottato anche in molti Centri Socio-Educativi, MAIA ha ormai una diffusione capillare in Italia. Le strategie per mantenere ai livelli più bassi i costi dell'hardware. Software sempre disponibile gratuitamente.
M.A.I.A. è un software in grado di permettere ai disabili motori di interagire con un computer mediante l'utilizzo di sistemi alternativi a tastiera e mouse.
Il progetto nasce da una tesi di laurea presentata nel 1995 di Rosamaria Bricchi e Luca Clivio (autore del software), appartenenti al gruppo MPAI&R (Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano) coordinato dal Prof. Marco Somalvico, in cui è studiata la teoria di un sistema di tastiere virtuali personalizzabili. L'acronimo M.A.l.A., che significa "Multiple Access lnput Assistant", ricorda la natura del sistema: un assistente virtuale per l'accesso al computer (e tramite questo al mondo esterno) da parte di persone con difficoltà di movimento e comunicazione.
La più recente novità relativa a questo progetto (ora diventato indipendente) è rappresentata dalla possibilità di proseguirne lo sviluppo all'interno dell'istituto Mario Negri di Milano col patrocinio del Politecnico, da cui è nato. A breve un gruppo di informatici del Dipartimento di Oncologia del Negri guidati dall'autore del progetto, riprenderanno in mano l'opera per proseguirne lo sviluppo.
Partendo dal presupposto che le capacità residue dei potenziali utenti sono le più disparate ma non di un'unica tipologia e che il bisogno di comunicare e/o lavorare con un computer può esprimersi nei modi più diversi, con MAIA è stata scelta una metodologia in grado di tornire un più ampio accesso possibile. La strategia adottata consiste nel permettere l'utilizzo di un'ampia gamma di congegni alternativi per interagire con il computer a seconda delle potenzialità dell'utente (i possibili strumenti sono stati divisi per tipologia) e del tipo di interfaccia grafica di cui l'utente può avere bisogno.
L'utente è messo in grado di scegliere il tipo di dispositivo più adatto alle sue esigenze, tramite questo interagire con MAIA che si presenta come una tastiera virtuale in sovrimpressione sullo schermo, e quindi potenzialmente accedere a qualsiasi applicazione funzionante sotto Windows.
Relativamente all'interfaccia grafica del programma, è resa possibile da parte dell'utente stesso la costruzione di tastiere virtuali di ogni forma, dimensione e contenuto. Ad ogni tasto di questa tastiera può essere associata la simulazione della pressione di un tasto di quella vera, dell'azionamento del mouse, di un dispositivo esterno al computer, la riproduzione di un campionamento vocale, ed altro ancora.
A cinque anni dall'inizio della distribuzione sulle reti amatoriali di computer e su Internet, MAIA ha ormai raggiunto una diffusione capillare sul territorio italiano. Molti dei Centri Socio-Educativi in Italia hanno in dotazione questo software come strumento per gli assistiti portatori di handicap motori, come dimostrato dai molti messaggi con richieste di informazioni e consigli da ogni parte.
Uno tra i principali obiettivi del progetto MAIA consiste nel mantenimento a livelli più bassi possibili del prezzo da pagare da parte dell'utente o del centro che deve ospitare il programma. La parte software potrà continuare ad essere distribuita gratuitamente, come avviene dall'epoca della sua prima presentazione, solo se lo sviluppo sarà supportato sia economicamente sia in termini di persone addette al suo compimento. Relativamente alla parte hardware necessaria si sta studia un'interfaccia standard di ingresso/uscita dal computer per il collegamento a dispositivi esterni e poter gestire eventualmente un controllo ambientale, ove richiesto, oltre che un set di sensori per la gestione dell'input facilitato. Tra le prime caratteristiche di questi dispositivi dovrebbe esserci il basso costo di acquisto affinché la diffusione di MAIA non perda la sua natura.
LUCA CLIVIO
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